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Il Malawi

Il popolo Nyanja, che da sempre viveva in questa zona centrale dell’Africa, chiamava la sua terra Malavi. Da questa parola, che significa “fiamme”, il paese ha preso il nome di “cuore caldo dell’Africa”, da qui l’origine del nome conosciuto oggi: Malawi.

La storia di questa terra è lunga, citeremo come avvenimento significativo ed importante il fatto che nel lontano 10° secolo le tribù Bantu, un tempo, migranti si stabilirono in modo definitivo in queste terre.

Abbiamo traccia dal 1.500 circa del susseguirsi dei diversi periodi di invasione da parte di Portoghesi e Britannici che si alternano nel controllo del territorio, fino al 1891 quando viene definitivamente colonizzato dallo Stato Britannico. Ne manterrà il controllo fino al 1964, anno storico in cui finalmente la popolazione nativa guadagna la sua indipendenza e sarà Hestings Kamuzu Banda a guidare il suo popolo finalmente riunito in un unico stato fino al 1994.

Tra le ultime guide alla presidenza dello stato del Malawi ricordiamo Joyce Banda (non imparentata a Kamuzu Banda) presidente elevata a quella posizione dopo la morte di Bingu wa Muthalika nel 2012. La citiamo perché lei è il primo presidente donna del Malawi, segno indiscusso del grande cambiamento e dell’avanguardia raggiunti.

 

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Questa zona non è particolarmente toccata dalla triste realtà de HIV/AIDS. Non per niente una sfida importante del Malawi è quella di far fronte agli effetti di queste devastanti malattie, rispondendo alla relazione che ha con la povertà cronica.

Malattie e povertà sono collegate, la crisi alimentare attuale fa aumentare entrambe le cose. E’ già possibile avere una visione a lungo termine dell’impatto sulle famiglie e le comunità. Questo impoverimento indebolisce la capacità di recupero, aumenta la vulnerabilità e minaccia la sopravvivenza. Il problema chiede strategie innovative e durature per combattere e superare questo difficile momento.


Etnie

La maggioranza della popolazione è costituita da neri Africani divisi in diverse etnie (Chewa, Nyanja, Yao, Tumbuka, Lomwe, Sena, Tonga, Ngoni, Ngonde), mentre una minoranza comprende gruppi etnici bianchi, massimamente anglosassoni, e asiatici, di etnia indiana.


Lingue

La lingua dei Chewa, il Chichewa, è la lingua nazionale, parlata in tutto il paese. L’inglese è la lingua ufficiale, usata soprattutto nei centri urbani, ma sconosciuta nelle zone rurali ad una distanza di circa 20 km dalla capitale o dalle altre città.


Religione

Sebbene molti pratichino tuttora culti tradizionali, la maggior parte della popolazione si dichiara cristiana (75%) con una maggioranza (55%) di protestanti e un 20% di cattolici, mentre il 15% è musulmana, quest’ultima localizzata soprattutto al nord del paese.